Gli intoccabili: ma Romana, chi la paga?

Gli intoccabili: ma Romana, chi la paga?

Forse Romana Vlahutin ha deciso di chiedere asilo politico in Albania. O forse ha deciso di tentare la carriera politica nel nostro paese, che in definitiva le ha consentito di mettere via qualche risparmio grazie ad una remunerazione che mai avrebbe potuto guadagnare lavorando. Oppure e’ stata colpita da una gravissima amnesia.

Infatti dopo un lungo prudente silenzio, l’ambasciatrice UE e’ tornata a far sentire la sua voce sulla scena politica albanese, alla presentazione del progetto “Forza della Legge” di riorganizzazione della Polizia per lottare il crimine organizzato, rilasciando una dichiarazione con molta energia e con molto trasporto retorico.

“Il popolo albanese ne ha  fino alla punta del naso, non sopporta piu’ l’arroganza dei corrotti, dei gruppi di interesse criminalizzati che pensano che l’Albania esista solo per far arricchire loro, e che nulla devono allo stato. . . . Uomini che si vendono lo stato per la casa, a differenza di prima. I criminali non hanno morale, ne rispetto per questo paese. Non ci devono essere piu’ uomini che sfruttano la giustizia con una telefonata. La legge e’ uguale per tutti. Non ci devono essere piu’ uomini che sfruttano la legge.Il crimine organizzato esiste in molti paesi e non riconosce nulla per la vita degli altri, ma nella maggior parte dei paesi prende una risposta forte dalle istituzioni. Qui sta la differenza, la capacita’ delle istituzioni di lottare il crimine, di condannarlo. Essere un criminale non vuol dire essere il piu’ sveglio, ma di non avere valori morali.”

Diversamente dalle tradizioni diplomatiche della maggior parte dei paesi europei, che fino a prova contraria la Vlahutin dovrebbe rappresentare in Albania, la bonazza croata ha deciso di uscire dal silenzio prudente  in cui si era ritirata, per erigersi a tribuno rappresentante del popolo albanese, interpretandone la volonta’, sostenendone le richieste, ruolo che  pensavamo toccasse ai politici albanesi eletti da quelle elezioni che la Vlahutin ha frettolosamente dichiarato come regolarissime.

E adesso quella (non eletta da nessuno) tuona e fulmina a nome del popolo albanese, contro le istituzioni albanesi (quelle costantemente assistite dai programmi da lei gestiti) e contro la loro incapacita’ (ma probabilmente sottointendeva mancanza di volonta’), come se si fosse dimenticata che il suo partito sta al governo da quattro anni, e che lei stessa e’ stata pressoche’ parte dell’esecutivo e molto spesso a braccetto con quel Ministro degli Interni che oggi e’ accusato di profondi coinvolgimenti con il narcotraffico tra l’Albania e la mafia siciliana.

A nulla le vale l’elenco di nomi citati nello stesso evento come esempio di coinvolgimento criminale nella politica dal suo collega e sodale Lu: Frroku, Ndoka, Roshi e Mahmutaj, tutti eletti tra gli applausi e le certificazioni di regolarita’ della coppia “Romana e Donald”.

O la Romana non ha ancora capito da che parte stanno i criminali, quelli che possono fare le telefonate, oppure la sua memoria e’ inferiore addirittura alla sua capacita’ diplomatica.

Al confronto del suo scomposto berciare, i lunghi silenzi dell’ambasciatore italiano Cutillo riacquistano spessore diplomatico.



Lini një koment

Bëj koment i pari!